Si può rinunciare alla passione in nome di un
sentimento più rassicurante?
Ogni rapporto è destinato a esaurire la sua carica erotica,
oppure si può sperare in una relazione completa e appagante?
Si può stare con uno pensando che fuori c'è chi
ti potrebbe far battere forte il cuore?
E visto che l'amore è un attimo,
si mette su famiglia indossando i tacchi alti della passione
o si aspetta di trovare una comoda stringata
che permetta di costruire qualcosa di duraturo?
Il sentimento rassicurante o la bellezza del desiderio?
Non è più tempo di accontentarsi della sicurezza e della tranquillità
di un buon matrimonio affettuoso e scialbo.
Neanche a Madame Bovary bastava più.
La ricerca della felicità, e dunque di un eros appagante,
ce la dobbiamo imbracciare e intestare tanto quanto l'aspirazione
a una relazione stabile che magari consenta di progettare una famiglia.
Il pane e le rose, appunto.
Ma questo cammino di ricerca,
di integrazione tra pezzi d'identità femminile che millenni di storia
hanno cercato di tener separati e contrapposti
(o madre o moglie o amante o amazzone o strega)
è impervio e irto di trabocchetti, ambivalenze e contraddizioni.
Vogliamo la tenerezza ma anche "gli attributi";
vogliamo il nido, ma quando ce l'abbiamo fantastichiamo
che chi ci fa battere il cuore sia fuori;
non vogliamo essere costrette a calzare i tacchi alti della passione
per suscitare desiderio, ma..nonostante tutto la comoda stringata ci annoia.
Siamo donne in bilico.
Una grande, faticosissima e appassionante vertigine".
(tratto da Vanity Fair)
Capito perchè noi donne non abbiamo mai
abbastanza scarpe????
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