Sognando l'impossibile mi sono persa nel fesco tepore di questa
notte soave.
Mi sento fuori, così fuori dal mondo che non odo nulla, se non
l'assordante rumore di questo silenzio che mi avvolge.
Pesante e leggera, volo nel cielo che è sempre più scuro,
e volando precipito in basso, e vado sempre più giù, dove
l'aria si fa pesante, più calda.
E mi sento stringere, soffocare, non riesco più a respirare,
ad urlare, a muovere un solo dito del mio evanescente corpo.
Quaggiù non vedo più persone, i visi si confondono col vuoto,
mentre io scendo, e poi non vedo più nessuno.
Ma no, non sono sola.
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