Le mie dita protendo verso la tua mutabile figura, mi tuffo, invano cerco di afferrarti, di un gradino tu sei già sopra di me in questa lunga muraglia che presto giungerà al suo traguardo. No, non hai capito, non cosi, TEMPO, aspettami.
Presto, troppo presto arriverò la dove ogni uomo è giunto, quella nera e misteriosa culla che poche eletti cuori hanno bramato, molti altri uomini detestato e sofferto. Il terrore regna sovrano nello sguardo della gente in questa inesorabile gara che nessun vincitore porterà. Vedo diversi peccati capitali, concorrere scannandosi come feroci bestie in questa vana competizione, ogni gorgoglio del loro puro sangue che come un fiume sgorga dalle aperte ferite sembra essere la coppa intermedia che porterà presto a questa fasulla vittoria. Imbecilli fiere dagli occhi serrati, come brindare alla morte?
Sento di non avere ancora molto da giocare, ma tempo non fuggire cosi, permetti ai miei doloranti polmoni di nutrirsi col tuo leggero profumo di rosse rose. E tu, sensuale donna di bianco vestita, non abbandonare quelle dolci labbra nelle mani di questo cuore che divora con ingordigia se stesso. Non fidarti di me VITA, ti trascinerei nella cupa dimora della tua peggior nemica. I miei ricordi, impauriti dalla mia perfida essenza a gambe levate sono fuggiti ormai da tempo. Mi hanno lasciato sola a scontrami con me stessa e con le mie maledette paure. Segui il loro esempio, candida creatura. Scappa, fin che ancora ne hai l’occasione. Il killer è gia armato.

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