09/01/10

"C'èra una volta l'amore ma ho dovuto ammazzarlo"


Non sono sempre stato buono con lei, anzi, di solito ero un figlio di puttana. La amavo tanto e non sapevo cosa fare. Invece di darle ciò che sentivo, di colmarla di quell’ amore aspro, me lo inghiottivo. E’ una cosa che non riesco ancora a capire: il suo amore mi arrivava senza problemi, il mio invece non fluiva verso di lei.

Credo che il suo amore reprimesse il mio. Lei e il suo amore formavano una sostanza densa in cui il mio amore e io rimanevamo impantanati, allora diventavo una furia e lei non riusciva a capirlo.
L’ho trattata male molte volte perché ero disperato, ma l’amavo più della mia stessa vita e quando se n’è andata, la mia vita si è spenta….

(Efraim Medina Reyes)




Efraim Medina Reyes è nato nel 1964 a Cartagena in Colombia e vive a Bogotà, ma fin dal suo primo romanzo “C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo” (1994) ha preso decisamente le distanze dagli stereotipi tipici della letteratura latinoamericana e da scrittori come García Marquez accusati di essere solamente il frutto di abili operazioni di marketing.


Lo stile di Medina è una volontaria rivolta nei confronti delle tradizioni, di luoghi e personaggi oramai datati e troppo legati al passato. La sua scrittura è un cocktail azzeccato di ferocia e dolcezza dove comicità e disincanto si alternano a momenti di riflessione profondi e sinceri.

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