“E quell’amore, entrò di colpo nella stanza vuota: la strattonò e la sospinse contro il
muro, …le respirò sul volto, sciogliendone ombretti e fondo tinta e rimmel,
ingoiandosi i lustrini, strappandole via ogni maschera.
…Rimase, lì sospesa, nell’incrociare muto degli sguardi, …i suoi occhi ,
come profondi laghi, accesi di sorpresa, …finestre spalancate sul ‘di dentro’…
“. ..Allora è questo che fa l’amore…- pensò in quell’attimo –
…Si beve pareti e tetto e ogni tuo argine; scardina porte e lascia nudi e senza fiato, né difese…”
… Ma il viaggio era partito… e cosa mai contava, adesso, se ci sarebbe stato o no, un ritorno……?”
…Viaggio…, cammino immaginario disegnato sopra il mare, che non ne sa serbare traccia, nè ricordo, che non lascia segni o impronte, per ripercorrerlo all’indietro; e quella stanza che non c’era –
perché non ci stanno stanze in mezzo al mare-
anch’essa, con le sue pareti, era inventata e basta e dentro non poteva esserci mai entrato amore,
..perchè, …nessun posto c’era dove entrare, nè sedie per sedere,
o un lume solo per accendere quel buio e appena riscaldare…
E poi, serve coraggio per viaggiare, non basta mai pensare soltanto di volerlo fare,
chiudendo gli occhi e stringendo forte i pugni...
…Come sempre, sarebbe bastato restarsene fermi, immobili, senza battere ciglia od un respiro,
starsene soltanto ad aspettare che fosse alto il sole sopra il mare,
…e allora quel sogno col suo viaggio, sarebbe dileguato, nè mai stato,
..proprio come quella stanza…e quell’amore solo immaginato…

un bel viaggio ...
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