11/12/09

-Presuntuoso Icaro-

“O superbi cristian, miseri lassi,che, de la vista de la mente infermi,

fidanza avete ne’ retrosi passi,non v’accorgete voi che noi siam vermi

nati a formar l’angelica farfalla,che vola a la giustizia sanza schermi?

Di che l'animo vostro in alto galla poi siete quasi antomata in difetto,
sì come vermo in cui formazion falla?"

(Dante, purgatorio canto X ,121-129)



Icaro, così superbo nella sua audace bellezza e forza,cerca di sfidare i Dei e con un estroso gesto,

provoca la sua fine.Salire alla vetta del cielo dove il vento e la luce,

rinunciano ai loro equilibri e si trasformano in indefinibile esaltazione……..

Elevarsi fin dove l’altezza e l’abbagliante luce del sole,

altera la visione del mondo e confonde qualsiasi affinità dell’immaginabile con il reale ……

Sollevarsi fin dove viene provocata la perdita delle facoltà intellettive, dove spinge l’io in una lipotimia dei sensi…….
Innalzarsi fin dove l’essere resta incastrato in un vortice d’incontentabili regole….

Espandersi fin dove il supremo diventa tangibile el’irraggiungibile diventa l’obiettivo…….

L’eccessiva audacia ubriaca la mente e la porta a

scordare, che ogni organismo vivente ha i suoi limiti, le sue barriere, oltre le quali non è possibile spingersi.

L’attuale società ci stimola a chiudere gli occhi, a marciare inflessibili, reclama il bisogno di un

riconoscimento, una necessità per far prevalere la nostra individualità facendola diventare orgoglio, il quale a
volte eccede e si trasforma in arroganza.…...

L’individuo tabula rasa ha la capacità di acquisire vizi e virtù, ma deve bilanciarli all’occorrenza….

“Il “giusto mezzo” si trova tra due estremi, di cui uno è vizioso per eccesso e

l'altro per difetto” Aristotele (libro II sull’etica)





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